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mercoledì 1 luglio 2020

Biscotti Funebri



L'usanza di mangiare o di cucinare del cibo per i defunti risale alla notte dei tempi, si teorizza che con molta probabilità venisse già celebrata  nel Paleolitico. Si suppone che all'epoca mangiassero una parte del defunto per onorare e per tenere con sé la persona cara e per assorbirne i suoi pregi. Ancora oggi rituali di questo genere si possono trovare in Amazzonia in alcune tribù dove tutt'oggi si pratica ancora l'endocannibalismo.
Il cibo legato ai riti funebri non ci ha mai lasciato e nei secoli si è evoluto in celebrazioni sempre più complesse: per esempio nel Medioevo in Germania era usanza mangiare la "Corpse Cake". L'impasto di questa torta veniva fatto lievitare sul corpo del defunto poiché si pensava che questa assorbisse le sue qualità e che quest'ultime potessero essere trasmesse a chi ne avesse mangiato un pezzo.
Usanze di questo genere si possono ritrovare in varie zone dell'Europa: si mettevano vicino ai defunti pietanze o bevande (addirittura in Irlanda il tabacco da fiuto) con la convinzione che queste potessero assorbire le virtù del compianto.
Verso la fine del 18° secolo le tradizioni culinarie legate ai riti funebri si fanno più raffinate sia nella cultura Europea che in quella Americana. Si cominciano ad offrire a chi partecipa ai funerali e alle veglie tortine e biscotti, quest'ultimi chiamati "Funeral Biscuits" o in Americano "Funeral Cookies". In Inghilterra si presentano solitamente come un grosso biscotto morbido simile al pan di spagna dalla forma e dal gusto variabile ( a cialda o a forma allungata come il pane degli hot dog, o dalla forma che ricorda  un Savoiardo) alcune volte decorati con simboli religiosi. Si avvolgevano in carta semplice e venivano chiusi con un sigillo di ceralacca. I più facoltosi usavano carta con sopra simboli come ossa incrociate, teschi, clessidre, bare e la ceralacca che chiudeva il pacchetto era nera.


La gente che viveva nelle Colonie faceva i biscotti funebri in pastafrolla aromatizzata con melassa, cumino e zenzero dalla forma simile a quella dei biscotti moderni usando degli stampi in legno. Solitamente su i biscotti veniva impresso un segno come una croce, un teschio, un cuore o un cherubino.
In America i biscotti erano distribuiti fuori dalla chiesa da una giovane che ne consegnava uno per ogni partecipante mentre sul lato opposto un giovane offriva un bicchiere di alcolici o di vino. In molti Stati americani i biscotti (che avevano solitamente la forma di un piattino) venivano consumati insieme a del vino caldo.
In Inghilterra i biscotti funebri erano un punto fermo della tradizione luttuosa, quindi moltissime panetterie fornivano questo genere di prodotto facendosi anche una concorrenza spietata sopratutto con i tempi di consegna che dovevano essere i più brevi possibili poiché all'epoca non esistevano celle mortuarie e i cadaveri venivano tenuti in casa e quindi avevano l'urgenza di essere seppelliti il prima possibile, sopratutto d'estate.
Con l'evoluzione della stampa la carta per i biscotti divenne sempre più raffinata, con disegni e scritte elaborate che potevano citare poemi o salmi della Bibbia o frasi e dettagli che ricordavano la vita del defunto, sostituendo il biglietto di annuncio funebre e diventando una sorta di "santino" da conservare. Venivano spediti a parenti ed amici per informarli del lutto dentro a sacchettini al posto del classico biglietto funebre. Il pacchetto veniva decorato con bande nere, nastri dello stesso colore e ceralacca nera, i più elaborati avevano come sigillo i soliti simboli legati al lutto (teschi, cherubini, ossa incrociate, bare, clessidre, ecc.)
Al tempo della Prima Guerra Mondiale i biscotti funebri vedono il loro tramonto, dettato anche dal razionamento del cibo ed i riti vittoriani elaborati vengono sostituiti dagli antenati delle moderne pompe funebri.

Ricette per replicare i biscotti funebri ce ne sono tantissime poiché ogni Stato e regione ha la sua ricetta personale e variano tantissimo da un luogo all'altro. Una breve ricerca su i siti inglesi e vi si aprirà un mondo di ricette funebri. Tra le tante formule vi cito quella che viene usata più sovente nell'epoca moderna perché molte persone hanno ripreso la tradizione di cucinare i biscotti funebri per conservare le tradizioni del proprio paese:

1 cup butter (1 tazza di burro)
¾ cup sugar (3/4 di una tazza di zucchero)
½ cup molasses (mezza tazza di melassa)
1 egg (un uovo)
2½ cups flour (due tazze e mezzo di farina)
1 teaspoon baking soda (un cucchiaino da te di bicarbonato)
2 teaspoons ginger (due cucchiaini da te di zenzero)
1 tablespoon caraway seeds (opzionale) (un cucchiaio da tavola di cumino)


 In una ciotola mescolare il burro, lo zucchero, la melassa e l'uovo mentre in un'altra ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi. Poi unire il contenuto delle due ciotole e impastare. Ottenuto un impasto omogeneo tagliare i biscotti con uno stampo tondo. Infornare a 350 gradi per 10-12 minuti.











mercoledì 4 maggio 2016

L'amore oltre alla morte


"Nessuno può sapere, se non dopo una notte di patimenti, quanto dolce e prezioso al cuore e agli occhi possa essere il mattino"
(Bram Stoker, Dracula)


Mi è capitato sovente e volentieri di sentirmi domandare se mi credo un vampiro o se pratico rituali strampalati come bere il sangue di qualcuno o altre amenità del genere. Come se essere Goth ti trasformasse in automatico in una creatura sovrannaturale che si nutre solo di sangue. In realtà mi nutro esattamente come tutte le persone "normali", sopratutto di carne possibilmente al sangue...
Il fascino delle creature sovrannaturali come i vampiri colpiscono anche i componenti della cultura Goth, ma ciò non significa che ci si dedichi a riti strani o cose del genere.
Ma perché la figura del vampiro affascina la gente, sopratutto il gentil sesso?
I vampiri nella storia, in realtà, non hanno nulla a che fare con quello che intendiamo al giorno d'oggi come "Signore della Notte". La sua figura, sopratutto nell'epoca vittoriana, era legata a qualcosa di spaventoso, che nulla aveva a che fare con il fascino e l'erotismo a cui è stato associato al giorno d'oggi. Anche se il vampiro, sopratutto nel romanzo di Bram Stoker, ha un attitudine al fascino che può ammaliare: è un rivoluzionario, arriva in Inghilterra a sovvertire l'ordine degli uomini che gli danno la caccia, costringe le donne al suo volere (nel libro Mina è costretta con la forza a bere il suo sangue) facendole sue a spregio dei loro perbenisti fidanzati e mariti. E' una figura molto punk,
sovversiva, feroce e carnale, nulla a che vedere con i vampiretti sbrilluccicosi che van di moda tra le ragazzine al giorno d'oggi. I vampiri di un tempo era spaventosi, anche nelle loro versioni più gentili (come Carmilla di Le Fanu), erano qualcosa che viveva nell'ombra ed era pronto a ghermirti e a strapparti alla tua vita e all'affetto dei tuoi cari.
Eppure rimane il suo fascino. In Dracula di Bram Stoker diretto da Francis Ford Coppola, il conte è interpretato da un magnifico Gary Oldman che gli dà quell'aura di amante disperato e condannato per l'eternità a vagare sulla terra senza la sua amata, rendendolo irresistibile agli occhi di molte. Per chi, come  me, ama il lirismo amoroso dell'epoca vittoriana, alcune scene del film sono il picco del romanticismo, trasformando la scena violenta in cui Dracula costringe Mina a bere il suo sangue, in una delle scene d'amore cinematografiche più belle del cinema.
Se devo essere sincera, a parte il mio amore per Gary Oldman in quel film, a me i vampiri non mi hanno detto più di tanto, ho sempre amato di più i licantropi, più affini al mio carattere. Anche nella letteratura classica, il mio nome è stato associato più volte ai Figli della Luna che ai Bambini della Notte. Poi ho scoperto i Blutengel e il raffinatissimo Chris che mi ha fatto cambiare opinione su i vampiri (in realtà non è che non mi piacessero, semplicemente preferivo altro). Amo le raffinate ambientazioni di molti loro video, i live e l'eleganza dei componenti della band.
Poi ho scoperto il gioco di Ruolo Vampiri: la Masquerade e il mondo che ci ruota attorno. In realtà, l'ho sempre guardato dall'esterno poiché non ho mai avuto la possibilità di giocarci, ma il fascino esercitato su chi, come me, ama travestirsi e interpretare un ruolo diverso dalla solita routine.
Perché poi, alla fine, il gioco è quello: essere qualcun altro, qualcosa di più simile alla propria natura, un pò come facciamo  noi mostrando al mondo il nostro aspetto così diverso dal resto del mondo.
La figura del vampiro è lì per ricordarci che non siamo quello che diamo a vedere, a sbatterci in faccia qual è la nostra vera natura infischiandosene delle facciate che dobbiamo mantenere durante la giornata e le maschere che dobbiamo indossare per "vivere" in una società che stritola e massacra chiunque non rientri nella "casella" a cui è stato assegnato e che ci fa dimenticare chi siamo realmente.
 Quindi benvenuti Figli della Notte che ci ricordate quanto può essere penosa la vita su questa terra senza esprimere la nostra vera natura, dare respiro alla propria anima e a ricordarci che il sangue... E' vita.

Vampire lover
Foto by Kurtz Rommel


"Ho attraversato gli oceani del tempo
per trovarti"

mercoledì 30 settembre 2015

Hic Sunt Monstra

Raramente mi è capitato di incontrare persone così educate e raffinate come Simona, la creativa che c'è dietro alla creatura Hic Sunt Monstra, una donna in grado di coniugare con infinita eleganza elementi di per sé anche lontani tra di loro creando bigiotteria e oggetti con un'anima e uno spirito assai raro di questi tempi di stampi e oggetti tutti uguali. Creazioni adatte ad un pubblico superiore, che sappia raccogliere lo spirito di queste meraviglie ed innamorarsi di questi oggetti. 
Ho la fortuna di avere più pezzi (tutti unici) di questa grande artista (artigiana è riduttivo nei suoi confronti) e, tutte le volte che li indosso, so di avere con me un oggetto unico al mondo che nessun altro ha. 
Ma ora lascio parlare lei, la "Madre dei Mostri":

"Sono una piccola artigiana in via di crescita (si spera) con ormai più di 40 anni, con un grosso bagaglio di fantasia da cui attingo nel quotidiano e nell'onirico, amante dei libri, della musica, degli animali, e infatti "madre" di tre fantastici e specialissimi felini. Se non mi si conosce attraverso le mie creazioni, resto in verità una persona molto ordinaria, ai limiti della banalità. Ma anche molto buffa, se mi si prende nella giornata giusta".


Da dove nasce la tua passione? 

"Ho iniziato per hobby, per creare qualcosa di diverso per me stessa o per le amiche, e mi sono appassionata fino a farne un lavoro. Sono sempre stata una "creativa", una creativa un po' pasticciona, fin da piccola. Credo solo che mi siano serviti 40 anni per decidere che quella che consideravo solo una passioncella da tempo libero poteva diventare la mia vita. Essere una creativa come professione è una posizione scomoda, le persone pensano che stai a divertirti tutto il tempo e poi a fine mese qualcuno ti paga le bollette. Ho passato tanti anni a sedare il mio "istinto" perseguendo altre professioni più serie e più sicure, che però mi hanno miseramente abbandonato. Ad un certo punto capisci che se non provi a svoltare resterai per sempre a picchiare la testa in un angolo. E così, eccomi qua".

Hic Sunt Monstra è un nome curioso, come lo hai scelto?

"Vuoi ridere? So quanto ami scrivere... Beh, Hic Sunt Monstra era il titolo di un romanzetto che volevo scrivere. Il romanzo è stato abbandonato sul nascere, ma il titolo poteva diventare il nome perfetto per una fucina di mostri strambi e pretenziosi. Certo, quando devi farti capire dai fornitori è
un casino, ma ormai ho fatto l'abitudine agli sguardi stralunati e alle pronunce improbabili"

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

 "Dalle mie fantasie, che a loro volta si abbeverano alla letteratura, alla musica, al cinema, alle leggende. Mi piace mescolare i generi, non ho pretese filologiche, anzi, adoro reinterpretare tutto, senza mancare di rispetto, sfiorando, sempre con la leggerezza che può avere un oggetto puramente decorativo, anche la filosofia, la religione e la spiritualità in genere".

Hai delle creazioni a cui sei particolarmente legata? 

"Ci sono momenti in cui adoro ogni mio singolo pezzo, per poi passare a quel momento in cui ODIO ogni mio singolo pezzo. Credo che sia un processo creativo naturale che mi aiuta ad andare oltre, o almeno lo spero! Però lo ammetto, ho un debole per le boccette di vetro e per le teche: delicate e versatili, sono come piccoli mondi che puoi riempire e a cui puoi dare vita nei modi più disparati. Chi mi segue poi lo sa: io sono la Madre delle Collane. Il 90% della mia produzione sono collane, le adoro e ne ho tantissime io per prima, non solo mie. Il collo e il petto sono per me la parti più visibili di una donna: ornate di una sola collana, magari un po' eccessiva (come piace a me), non hanno bisogno di altro!"

Progetti futuri?

"Nell'immediato mi aspetta il massacro del Lucca Comics, accompagnata dalla collega My Lovely Boutique. All'orizzonte poi si affacciano nuove collaborazioni e nuove collezioni, e vi invito pertanto a restare in contatto con me attraverso il mio sito e attraverso i social network, in modo da poter "inciampare" nel Mostro giusto al momento giusto. Ho talmente tante idee che una giornata di 24 ore non mi basta più!" 
Le meravigliose creazioni di Simona potete ammirarle in tutto il loro splendore sul suo Blog, la sua pagina su Twitter, Instagram e Tumblr mentre potete comprare le sue magnifiche creazioni nel suo negozietto su Etsy 

mercoledì 9 settembre 2015

Confessioni segrete


Qualsiasi anima sensibile prova, prima o poi nella sua vita, l'irresistibile tentazione di mettere nero su bianco i propri pensieri. Confessioni intime, segreti sussurrati alla carta, poesie, pensieri. Tutti noi, molto probabilmente, abbiamo un quaderno, un diario o un block notes dove segnare le nostre ispirazioni. Ma se solo la carta non ci bastasse? Se volessimo osare di più? Come conservare ricordi, fotografie, biglietti di concerti o quant'altro ci ricorda qualsiasi cosa che ci ha legato profondamente e un quadernetto con le righe non ci basta più.
 Qui ci viene in aiuto una tecnica di decoro estremamente eclettica come lo Scrapbooking. Che cos'è?
Lo Scrapbooking (ritagli di giornale) nasce in Europa nel 1800 ma divenne molto popolare nel 1826 dopo la pubblicazione da parte di John Poole del “Manuscript Gleanings and Literary Scrap Book”.
Il manuale conteneva una collezione di stampe, poesie e spiegava come raccogliere ritagli, pressare fiori e riordinare i propri ricordi. L'hobby di raccogliere i propri ricordi si diffuse nella classe media del 19° secolo, quindi cominciarono ad uscire le prime pubblicazioni al riguardo e i primi materiali per soddisfare le esigenze degli Scrapper.
Il moderno scrapbooking prese piede in America nel 1980 quando cominciarono ad uscire in commercio i primi prodotti privi di acidi e solventi in modo da salvaguardare le fotografie usate per questa tecnica, sopratutto quando Marielen Christensen mostrò alla “World Conference on Records” in Utah 50 volumi di ricordi della storia della sua famiglia. Ebbe un tale successo che la sua famiglia aprì il primo store dedicato esclusivamente allo scrapbooking. 
Oggi questa tecnica è tornata in auge non solo per conservare ricordi, ma anche per decorare i propri diari e memorie scritte e quindi, perché non utilizzarla anche noi? Sopratutto perché per Halloween si trovano delle decorazioni estremamente carine, oltre a tantissime decorazioni vittoriane.
In primo luogo, cercare la "base" per i nostri ricordi: diari, quaderni e album completamente decorabili si trovano con estrema facilità anche nelle più comuni cartolerie o nei negozi dedicati all'Hobbistica (per esempio nelle catene Viridea trovate parecchio materiale), oppure on line su siti
come Scrapbook dove hanno tantissimo materiale sopratutto in tema Halloween, Vittoriano e anche Steampunk. Cercando su internet si possono trovare i più disparati materiali da poter utilizzare. Ed e' proprio quest'ultimo che ci viene in aiuto, con una piccola ricerca su Google immagini, si possono trovare un sacco di immagini da poter utilizzare per le proprie creazioni. 
E se non avete idee nessun problema, su siti come Pinterest o video tutorial su You Tube potete trovare idee, suggerimenti e quant'altro per conservare i vostri ricordi più intimi.
Non lasciate i vostri ricordi e i vostri pensieri su un quaderno qualsiasi, date sfogo alla vostra fantasia.





mercoledì 3 giugno 2015

Corporate Goth

"Lo stile Goth è la manifestazione della nostalgia per un mondo più formale ed elegante.
Uno stile che considera romantico il periodo Vittoriano e grossolana la modernità.
Usare il romanticismo come metro consente di valutare la bellezza e l'individuo al di là della coscienza di massa"
(La Bibbia Gotica)



Sappiamo molto bene che nello stereotipo Goth, la gente pensa che chi appartiene a questa cultura sia tendenzialmente un ragazzino illetterato, nella maggior parte dei casi disoccupato o che al massimo può fare un lavoretto umile. Niente di più sbagliato.
Sopratutto per quanto riguarda gli Elder Goth, il lavoro c'è, eccome, e nella maggior parte dei casi, si tratta
anche di lavori di un certo rilievo. Si sa, sopravvivere al mondo del lavoro e mantenere un minimo della propria personalità non è semplice, sopratutto in un paese come il nostro dove, nella maggior parte dei casi, i posti di maggior rilievo sono occupati da persone che non sono lì per meriti, ma solo per conoscenze, nepotismo e quant'altro. Purtroppo è l'ordine del giorno sentire di capi che non hanno la più pallida idea di cosa stanno facendo in azienda, titolari che si permettono di sfogare le loro frustrazioni su i sottoposti, superiori che giudicano chiunque con saccenza e superficialità senza badare alle reali capacità delle persone che hanno davanti.
In rarissimi casi, per fortuna, non è così, e quindi perché dover rinunciare completamente alla nostra natura per accontentare gli altri?
Chris dei Blutengel è un ottimo
esempio di Corporate style
Qui l'eleganza intrinseca del Goth ci viene in aiuto. A seconda del lavoro che facciamo, se non indossiamo una divisa, possiamo lanciarci nella moda Corporate Goth, uno stile trasversale che permette a chiunque di noi di potersi vestire comodamente per l'ufficio senza dover rinunciare al proprio stile. Ovviamente gli abiti vittoriani non possono essere sfruttati per queste occasioni nonostante la loro eleganza ma, un tailleur nero o un completo da uomo sì, se scelto con cura e magari indossato con gli accessori giusti. E' una specie di inganno ai danni degli sciocchi e dei superficiali che non sanno che sotto quella camicetta a maniche lunghe si nascondono variopinti tatuaggi e quella cravatta gessata due piercing ai capezzoli. Basta poco per ingannare la gente. Iniziate muovendovi in incognito, adottate un look "normale" giusto per capire com'è l'ambiente lavorativo, poi, dopo aver dimostrato il proprio valore allora provate ad inserire elementi più vicini a voi.
Ho notato che la maggior parte dei Goth è estremamente elegante anche in un contesto casual proprio per la raffinatezza dei propri gusti. E' anche un modo per rompere gli stereotipi e far capire a chi abbiamo attorno che il Goth non è sinonimo solo di ribellione ma anche di buon gusto.
Accessori a parte, l'abito è perfetto
Se avete la possibilità, cercate di farvi fare dei capi di buona qualità da una sarta professionista. Un abito, una gonna o una giacca fatta su misura fanno sempre un'ottima impressione, sopratutto se il tessuto è un pò ricercato. Cerchiamo di far capire a chi ci sta attorno che per noi questo non è un gioco giusto per fare gli "alternativi" a tutti i costi ma bensì un modo di essere e di vivere, viviamo in un paese indietro di cinquant'anni praticamente su tutto rispetto al resto d'Europa, è giusto cominciare a cambiare le cose partendo anche nel piccolo.



mercoledì 18 febbraio 2015

Steampunk! ( But, I am Steamgoth!)

I favolosi Mercenari della Steampunk Italia
Dopo questo weekend passato insieme ad amici fantastici ad un evento meraviglioso, ho deciso di parlarvi di una cultura piuttosto giovane ma che più volte si è trovata affiancata a quella Goth: lo Steampunk.
Cosa centra con il Goth?
Poco o niente, direte voi. In realtà lo Steampunk non si allontana così tanto dal Goth come uno potrebbe pensare, già ad eventi grandi come il Gothic Treffen si possono ammirare personaggi ispirati da questa cultura, in più viene fatto nascere in un'epoca cara a molti Goth: quella Vittoriana.
Che cos'è lo Steampunk?
A differenza del Goth, che nasce dalla musica, lo Steampunk nasce come genere letterario  e, appunto, come epoca, in quella Vittoriana. E' uno "What if", ovvero, cosa succederebbe se la tecnologia come la conosciamo noi (ma solo di tipologia analogica), si fosse sviluppata nel 1800. Un mondo vittoriano con macchine mosse dalla forza del vapore e con la creazione di computer analogici in un'epoca in cui non esistevano ancora. Come in altre culture, anche nello Steampunk ci sono stati dei precursori del genere. In questo caso, un signor scrittore: Julies Verne. Con i suoi meravigliosi romanzi in cui si muovono macchine fantastiche come il Nautilus, alimentato da una misteriosa energia all'epoca ancora sconosciuta, i semi per un nuovo genere letterario erano gettati.
Lo scrittore Augusto Chiarle
Il termine steampunk nasce negli anni 80 più che altro per definire le opere di Tim Powers e viene poi usato per la prima volta nel 1995 da Paul di Filippo per la sua Trilogia Steampunk dopodichè è un crescendo di opere ispirate a questo genere. E non solo come genere letterario, ma contaminando anche i fumetti. Nel 1999 Alan Moore e Kevin O'Neill fanno uscire La Lega degli Straordinari Gentlemen da cui poi ricaveranno il film La Leggenda degli Uomini Straordinari. Film Steampunk o d'ispirazione Steampunk, nel frattempo, ne sono usciti tantissimi: come Wild Wild West (un Western Steampunk), Hellboy, Sky Captain and world of tomorrow e Steamboy tanto per citarne alcuni. Anche Ritorno al futuro parte terza è considerato Steampunk come anche alcune puntate del Doctor Who, la serie televisiva Warehouse 13 e Sanctuary.                
Qui in Italia il genere Steampunk, a livello letterario (e non solo) è in piena fioritura. Abbiamo degli autori di tutto rispetto come Dario Tonani con il suo Mondo 9 e Augusto Chiarle con Le Ombre di Marte. E mi fermo qui perché l'ambiente è talmente vasto da portene scrivere per altri post.
La bellissima Time Mistress 
Ma lo Steampunk non si ferma alla letteratura, al fumetto o al cinema, ma contamina e ispira anche la musica.
Mischiando l'elettronica e canzoni di gusto retrò, lo Steampunk si afferma anche in campo musicale grazie a gruppi come gli Abney Park. La loro Steampunk Revolution è un pò l'inno dello Steampunk. I nostrani Poison Garden capitanati dalla bellissima Madame Anais Noir, gli Steam Powered Giraffe che riprendono hit famose reinterpretandole, o gruppi come gli Oomph che si rifanno sopratutto alle atmosfere vittoriane tipiche dello Steampunk.
La bellissima Laura di Steamcow
E non solo, feste a tema Steampunk o vittoriane ormai si possono trovare in tutta Italia, e organizzazioni come la Steampunk Italia che si muove a livello nazionale, la Steampunk Nord Est Italia che unisce tutti gli appassionati del genere nel Nord Italia, tanto per citarne due delle più grandi.
La Steampunk Italia organizza tramite Roberto Cera, uno degli eventi Steampunk più belli dell'anno: Vaporosamente che quest'anno si terrà il 16 e 17 maggio a Torino.
E lo Steamgoth?
Beh, nonostante stia passando un pò in anonimato, surclassato anche dalla versione a scoppio dello Steampunk: il Dieselpunk, sopravvive nell'oscurità, come gli si addice.
Per Steamgoth s'intende tutta la letteratura che comprende la parte occulta dell'epoca vittoriana: quindi storie e racconti su vampiri, magia, lupi mannari e molti temi cari all'horror.
Quindi miei cari, visto che lo Steamgoth sta muovendo i suoi primi passi, cerchiamo di sporcare di nero i bei ingranaggi lucidi dello Steampunk!




mercoledì 11 febbraio 2015

M'illumino di nero


Come abbiamo già detto in precedenza, per noi creature della notte è difficile trovare delle vesti adatte, soltanto girando per i negozi. Oppure, per motivi scolastici o per lavoro, non possiamo vestirci come preferiamo poiché, sopratutto qui in Italia, come amo dire io: "il pubblico non è all'altezza".
Quindi per trasformare i nostri abiti da "tutti i giorni" (quello che all'estero viene chiamato "everyday goth") in qualcosa di più personalizzato, opto sempre per i dettagli. Come ho già detto, un paio di scarpe, una borsa o un gioiello può trasformare un abito anonimo in un "everyday goth" in pochi istanti.
Oggi vorrei parlarvi di un accessorio che amo particolarmente (insieme alle ghette): i polsini, manicotti o mezze maniche a dir si voglia. Un accessorio che può essere indossato sia dalle ragazze che dai ragazzi, facilissimo da trovare o da farsi e meraviglioso per decorare qualsiasi capo d'abbigliamento. Uno degli accessori, secondo me, anche dei più trascurati. Un vero peccato perché è quello che dà più la possibilità di elaborare il proprio look.
Io che ho sempre le mani gelate, mezze maniche, guanti senza dita e manicotti sono la mia passione: ne compro volentieri, ne customizzo la maggior parte e molti me li sono creati da sola. 
Per esempio, dei bellissimi polsini vittoriani, adatti a decorare i nostri delicati polsi, si possono trovare su questo sito, sono meravigliosi, in pizzo, taffetà e decorati in maniera sublime. Oppure vere e proprie mezze maniche da sovrapporre alle proprie maglie, come queste. Se amate il genere vittoriano, saranno la vostra passione. 
Se invece preferite rimanere sul genere ma con cose più semplici, potete puntare su dei manicotti in lavorati all'uncinetto, come questi che potete trovare qui. Sono bellissimi, facili anche da decorare e, se siete capaci, potete farveli da soli.

Per lo stesso scopo, si possono recuperare vecchie calze che non usiamo più, come quelle a righe, basterà tagliarle della lunghezza giusta e cucirle alle estremità. Anche dei semplici manicotti in velluto sono d'effetto, si possono recuperare nei negozi che vendono guanti o nei mercatini. Molti di quelli che possiedo sono frutto di una capillare ricerca a cui ho dedicato degli interi pomeriggi, oppure li potete cercare su Ebay o sul forum di Gothic Diva. 
Anche per i cybergoth c'è un'ampia scelta di mezze maniche, come quelli che propone la Cyberdog, oppure handmade come quelli pelosissimi di OsisVinylDolls o di TrixyXchange.
Qui vi lascio un link (in inglese) per creare dei semplicissimi polsini: Mini polsini.

Trovare quello che fa per voi non sarà difficile, basterà dedicarci un pò di tempo e sicuramente avrete modo di trovare quello che fa per voi. Questo vi aiuterà anche a capire cosa vi piace e cosa no, cosa si adatta alla vostra personalità, qual è la cosa giusta che vi aiuta ad esprimere voi stessi.