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mercoledì 1 luglio 2020

Biscotti Funebri



L'usanza di mangiare o di cucinare del cibo per i defunti risale alla notte dei tempi, si teorizza che con molta probabilità venisse già celebrata  nel Paleolitico. Si suppone che all'epoca mangiassero una parte del defunto per onorare e per tenere con sé la persona cara e per assorbirne i suoi pregi. Ancora oggi rituali di questo genere si possono trovare in Amazzonia in alcune tribù dove tutt'oggi si pratica ancora l'endocannibalismo.
Il cibo legato ai riti funebri non ci ha mai lasciato e nei secoli si è evoluto in celebrazioni sempre più complesse: per esempio nel Medioevo in Germania era usanza mangiare la "Corpse Cake". L'impasto di questa torta veniva fatto lievitare sul corpo del defunto poiché si pensava che questa assorbisse le sue qualità e che quest'ultime potessero essere trasmesse a chi ne avesse mangiato un pezzo.
Usanze di questo genere si possono ritrovare in varie zone dell'Europa: si mettevano vicino ai defunti pietanze o bevande (addirittura in Irlanda il tabacco da fiuto) con la convinzione che queste potessero assorbire le virtù del compianto.
Verso la fine del 18° secolo le tradizioni culinarie legate ai riti funebri si fanno più raffinate sia nella cultura Europea che in quella Americana. Si cominciano ad offrire a chi partecipa ai funerali e alle veglie tortine e biscotti, quest'ultimi chiamati "Funeral Biscuits" o in Americano "Funeral Cookies". In Inghilterra si presentano solitamente come un grosso biscotto morbido simile al pan di spagna dalla forma e dal gusto variabile ( a cialda o a forma allungata come il pane degli hot dog, o dalla forma che ricorda  un Savoiardo) alcune volte decorati con simboli religiosi. Si avvolgevano in carta semplice e venivano chiusi con un sigillo di ceralacca. I più facoltosi usavano carta con sopra simboli come ossa incrociate, teschi, clessidre, bare e la ceralacca che chiudeva il pacchetto era nera.


La gente che viveva nelle Colonie faceva i biscotti funebri in pastafrolla aromatizzata con melassa, cumino e zenzero dalla forma simile a quella dei biscotti moderni usando degli stampi in legno. Solitamente su i biscotti veniva impresso un segno come una croce, un teschio, un cuore o un cherubino.
In America i biscotti erano distribuiti fuori dalla chiesa da una giovane che ne consegnava uno per ogni partecipante mentre sul lato opposto un giovane offriva un bicchiere di alcolici o di vino. In molti Stati americani i biscotti (che avevano solitamente la forma di un piattino) venivano consumati insieme a del vino caldo.
In Inghilterra i biscotti funebri erano un punto fermo della tradizione luttuosa, quindi moltissime panetterie fornivano questo genere di prodotto facendosi anche una concorrenza spietata sopratutto con i tempi di consegna che dovevano essere i più brevi possibili poiché all'epoca non esistevano celle mortuarie e i cadaveri venivano tenuti in casa e quindi avevano l'urgenza di essere seppelliti il prima possibile, sopratutto d'estate.
Con l'evoluzione della stampa la carta per i biscotti divenne sempre più raffinata, con disegni e scritte elaborate che potevano citare poemi o salmi della Bibbia o frasi e dettagli che ricordavano la vita del defunto, sostituendo il biglietto di annuncio funebre e diventando una sorta di "santino" da conservare. Venivano spediti a parenti ed amici per informarli del lutto dentro a sacchettini al posto del classico biglietto funebre. Il pacchetto veniva decorato con bande nere, nastri dello stesso colore e ceralacca nera, i più elaborati avevano come sigillo i soliti simboli legati al lutto (teschi, cherubini, ossa incrociate, bare, clessidre, ecc.)
Al tempo della Prima Guerra Mondiale i biscotti funebri vedono il loro tramonto, dettato anche dal razionamento del cibo ed i riti vittoriani elaborati vengono sostituiti dagli antenati delle moderne pompe funebri.

Ricette per replicare i biscotti funebri ce ne sono tantissime poiché ogni Stato e regione ha la sua ricetta personale e variano tantissimo da un luogo all'altro. Una breve ricerca su i siti inglesi e vi si aprirà un mondo di ricette funebri. Tra le tante formule vi cito quella che viene usata più sovente nell'epoca moderna perché molte persone hanno ripreso la tradizione di cucinare i biscotti funebri per conservare le tradizioni del proprio paese:

1 cup butter (1 tazza di burro)
¾ cup sugar (3/4 di una tazza di zucchero)
½ cup molasses (mezza tazza di melassa)
1 egg (un uovo)
2½ cups flour (due tazze e mezzo di farina)
1 teaspoon baking soda (un cucchiaino da te di bicarbonato)
2 teaspoons ginger (due cucchiaini da te di zenzero)
1 tablespoon caraway seeds (opzionale) (un cucchiaio da tavola di cumino)


 In una ciotola mescolare il burro, lo zucchero, la melassa e l'uovo mentre in un'altra ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi. Poi unire il contenuto delle due ciotole e impastare. Ottenuto un impasto omogeneo tagliare i biscotti con uno stampo tondo. Infornare a 350 gradi per 10-12 minuti.











mercoledì 27 aprile 2016

Memento mori

Arriva la primavera, anche se qui dalle mie parti è ancora indecisa e si divide le giornate con gli ultimi stralci dell'inverno. Ma le giornate, finalmente, si allungano e inizia a far caldo. Non me ne vogliate ma, un tempo amavo anch'io l'inverno, il freddo e la neve. Diventando vecchia però, il mio fisico non sopporta più le eterne giornate di buio e il freddo che penetra nelle ossa nonostante i chili di vestiti che ho addosso, l'arrivo della primavera è come una benedizione per me. E poi fioriscono innumerevoli fiori neri, come ne ho già parlato in un mio vecchio post.
Ma cosa fare in queste meravigliose giornate di sole? Se non amate la confusione e i luoghi troppo affollati, per noi è rimasto un unico posto ancora lontano dai lunghi tentacoli del mainstream: i cimiteri. Luoghi ancora avvolti nel tabù della Nera Signora, i cimiteri sono i posti ideali per passeggiare, leggere, fare foto, disegnare, passare del tempo con la persona amata.
I cimiteri più vecchi sono i più belli da visitare e molti di essi sono parchi con alberi e panchine su cui riposare, nonostante qui in Italia i cimiteri sono luoghi del commiato e difficilmente qualcuno si azzarderebbe a mangiare o a far altro in un luogo del genere, all'estero organizzare un pic nic al cimitero è una cosa piuttosto naturale.
Durante l'epoca Vittoriana, dopo secoli passati ad avere enormi problemi igienici proprio per colpa dei corpi ammassati nelle chiese o in campisanti troppo piccoli per il quantitativo di corpi da seppellire, si decise di fare qualcosa. All'epoca non era tanto strano trovare fosse in cui venivano ammassate più casse da morto per poter recuperare spazio e i becchini non si facevano molti scrupoli a distruggere e a smembrare le vecchie sepolture per far spazio a quelle nuove e facevano a pezzi le bare per rivenderle come legna da ardere, non si buttava via nulla pur di guadagnare. Per non parlare dei cacciatori di corpi che andavano a disseppellire i morti di "giornata" per poterli rivendere a medici per i loro studi. L'odore di morte all'epoca, era piuttosto persistente nelle città, in molte chiese i miasmi creati dai cadaveri in decomposizione erano tali da far svenire la gente, quindi cominciarono a pensare di creare dei luoghi dove non solo i corpi di coloro che li avevano lasciati potevano riposare in pace, ma anche un posto dove poter passeggiare
all'aperto senza rischiare di soffocare dall'odore di decomposizione.
Così nacquero i primi cimiteri che fondevano l'arte, la natura e lo scopo di sistemare i propri cari fondendoli in un parco della rimembranza dove la gente si riuniva a leggere, mangiare e a riflettere sulla caducità della vita, visitare i mausolei e a salutare i propri cari.
Ma come mai questa passione per i cimiteri?
Si narra che molti Goth siano affetti da Taphophilia, una passione "morbosa" per cimiteri, arte mortuaria e tutto ciò che concerne la morte. Forse perché i cimiteri "ispirano alla riflessione" e in questa società fatta di persone che non vogliono pensare, i cimiteri sono il loro memento mori che gli ricorda che prima o poi tutto questo finisce, mentre i Goth sono portati alla riflessione e pensano sovente alla Morte (non certo per depressione o altro), i cimiteri diventano il loro giardino personale.
Ovviamente per aver notizie di pic nic funebri dobbiamo guardare oltralpe. La prima testimonianza di pic nic Goth risale ai primi anni novanta su una fanzine di Chicago. Fra le mie ricerche, ho trovato un negozio on line che vendere ogettistica ispirata alle lapidi, date un'occhiata a Gravestone Artwear e deliziarvi delle loro creazioni funebri.
Qui, i pic nic ovviamente sono da escludere ma, un giro per i cimiteri è una cosa che si può fare senza problemi, se avete l'abitudine di girare per campisanti in abiti vittoriani come faccio io, solitamente attirerete curiosi che per fortuna vi parleranno a voce bassa. E ricordate sempre la buona creanza! Se la gente è cafona con voi, voi rispondete con gentilezza: un giorno finiremo tutti in quel luogo di eterno riposo, ma noi vestiremo  molto più eleganti.