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mercoledì 22 giugno 2016

Il mistero dietro le lenti

Sembra che finalmente sia scoppiata l'estate: giornate bellissime ci attendono insieme al sole, al caldo, al sudore e alla gente che non si lava.
I raggi solari rendono la sottoscritta praticamente quasi cieca, già non è che ci veda un gran ché ma queste splendide giornate sono nemiche dei miei occhi. In più il caldo non mi dà la possibilità di truccarmi come si deve quindi preferisco celare i miei occhi dietro ad un paio di bei occhiali da sole.
Bene o male tutti i Goth amano gli occhiali da sole, danno un alone di mistero, ci proteggono dai malevoli raggi solari e nascondono alla vista dei "normali" magari i segni che abbiamo sul viso di una nottata un pò agitata.
Ma quali scegliere?
Ovviamente, dipende tutto dal proprio stile. Se siete un Trad Goth molto probabilmente vi andranno bene qualunque occhiale un pò vintage che si può trovare sul mercato, anche quelli anni 50 da Pin Up che vi daranno un grazioso look retrò, consigliatissimo se amate lo psycobilly.
Per i Cibergoth un paio di occhiali Hi-tech saranno perfetti, ma anche quelli molto grandi e fascianti da donna andranno benissimo mentre per chi ha un look vittoriano, un paio di occhiali rotondi o dalla forma ricercata andranno benissimo.
Se amate il fai da te, nulla vi vieta di personalizzare un paio di occhiali con piccole decorazioni, tipo quelle usate per il decoden o borchie o qualsiasi altra cosa possa ispirarvi.
Internet, per fortuna, ci viene incontro, già solo Etsy propone una varietà incredibile di occhiali da sole come quelli proposti da Glitter and Goregeous come questi: grandi, rotondi, impreziositi da una serie di rose e borchie. Tutto rigorosamente in nero. Ci sono anche modelli un pò più Punk con sole borchie e altri decorati con fantasie psycobilly.
Oppure, per un effetto squisitamente anni 70, gli occhiali pipistrello che fanno subito Vampira, del negozio Eyewear Eyeland che si occupa di vintage.
Semplici ma carini anche quelli di DropDeadandWrought: rotondi, con piccole decorazioni, d'ispirazione vittoriana o con la tipica forma da "occhio di gatto" per uno sguardo seducente.
Oppure questi in vendita su Ebay bellissimi, per un look raffinato e con le lenti colorate.
Per chi ama invece le forme essenziali e classiche, può dare un'occhiata ai prodotti della Hitek Webstore, bellissimi per chi ama il genere classico.
Non lasciatevi ingannare dalla forma, credo che il genere "maschio/femmina" per gli occhiali sia ampiamente superato, cercate l'occhiale che piaccia a voi, indipendentemente dal genere biologico a cui appartenete, dovete stare bene voi, del resto del mondo, cosa ci importa?




mercoledì 4 maggio 2016

L'amore oltre alla morte


"Nessuno può sapere, se non dopo una notte di patimenti, quanto dolce e prezioso al cuore e agli occhi possa essere il mattino"
(Bram Stoker, Dracula)


Mi è capitato sovente e volentieri di sentirmi domandare se mi credo un vampiro o se pratico rituali strampalati come bere il sangue di qualcuno o altre amenità del genere. Come se essere Goth ti trasformasse in automatico in una creatura sovrannaturale che si nutre solo di sangue. In realtà mi nutro esattamente come tutte le persone "normali", sopratutto di carne possibilmente al sangue...
Il fascino delle creature sovrannaturali come i vampiri colpiscono anche i componenti della cultura Goth, ma ciò non significa che ci si dedichi a riti strani o cose del genere.
Ma perché la figura del vampiro affascina la gente, sopratutto il gentil sesso?
I vampiri nella storia, in realtà, non hanno nulla a che fare con quello che intendiamo al giorno d'oggi come "Signore della Notte". La sua figura, sopratutto nell'epoca vittoriana, era legata a qualcosa di spaventoso, che nulla aveva a che fare con il fascino e l'erotismo a cui è stato associato al giorno d'oggi. Anche se il vampiro, sopratutto nel romanzo di Bram Stoker, ha un attitudine al fascino che può ammaliare: è un rivoluzionario, arriva in Inghilterra a sovvertire l'ordine degli uomini che gli danno la caccia, costringe le donne al suo volere (nel libro Mina è costretta con la forza a bere il suo sangue) facendole sue a spregio dei loro perbenisti fidanzati e mariti. E' una figura molto punk,
sovversiva, feroce e carnale, nulla a che vedere con i vampiretti sbrilluccicosi che van di moda tra le ragazzine al giorno d'oggi. I vampiri di un tempo era spaventosi, anche nelle loro versioni più gentili (come Carmilla di Le Fanu), erano qualcosa che viveva nell'ombra ed era pronto a ghermirti e a strapparti alla tua vita e all'affetto dei tuoi cari.
Eppure rimane il suo fascino. In Dracula di Bram Stoker diretto da Francis Ford Coppola, il conte è interpretato da un magnifico Gary Oldman che gli dà quell'aura di amante disperato e condannato per l'eternità a vagare sulla terra senza la sua amata, rendendolo irresistibile agli occhi di molte. Per chi, come  me, ama il lirismo amoroso dell'epoca vittoriana, alcune scene del film sono il picco del romanticismo, trasformando la scena violenta in cui Dracula costringe Mina a bere il suo sangue, in una delle scene d'amore cinematografiche più belle del cinema.
Se devo essere sincera, a parte il mio amore per Gary Oldman in quel film, a me i vampiri non mi hanno detto più di tanto, ho sempre amato di più i licantropi, più affini al mio carattere. Anche nella letteratura classica, il mio nome è stato associato più volte ai Figli della Luna che ai Bambini della Notte. Poi ho scoperto i Blutengel e il raffinatissimo Chris che mi ha fatto cambiare opinione su i vampiri (in realtà non è che non mi piacessero, semplicemente preferivo altro). Amo le raffinate ambientazioni di molti loro video, i live e l'eleganza dei componenti della band.
Poi ho scoperto il gioco di Ruolo Vampiri: la Masquerade e il mondo che ci ruota attorno. In realtà, l'ho sempre guardato dall'esterno poiché non ho mai avuto la possibilità di giocarci, ma il fascino esercitato su chi, come me, ama travestirsi e interpretare un ruolo diverso dalla solita routine.
Perché poi, alla fine, il gioco è quello: essere qualcun altro, qualcosa di più simile alla propria natura, un pò come facciamo  noi mostrando al mondo il nostro aspetto così diverso dal resto del mondo.
La figura del vampiro è lì per ricordarci che non siamo quello che diamo a vedere, a sbatterci in faccia qual è la nostra vera natura infischiandosene delle facciate che dobbiamo mantenere durante la giornata e le maschere che dobbiamo indossare per "vivere" in una società che stritola e massacra chiunque non rientri nella "casella" a cui è stato assegnato e che ci fa dimenticare chi siamo realmente.
 Quindi benvenuti Figli della Notte che ci ricordate quanto può essere penosa la vita su questa terra senza esprimere la nostra vera natura, dare respiro alla propria anima e a ricordarci che il sangue... E' vita.

Vampire lover
Foto by Kurtz Rommel


"Ho attraversato gli oceani del tempo
per trovarti"

mercoledì 27 aprile 2016

Memento mori

Arriva la primavera, anche se qui dalle mie parti è ancora indecisa e si divide le giornate con gli ultimi stralci dell'inverno. Ma le giornate, finalmente, si allungano e inizia a far caldo. Non me ne vogliate ma, un tempo amavo anch'io l'inverno, il freddo e la neve. Diventando vecchia però, il mio fisico non sopporta più le eterne giornate di buio e il freddo che penetra nelle ossa nonostante i chili di vestiti che ho addosso, l'arrivo della primavera è come una benedizione per me. E poi fioriscono innumerevoli fiori neri, come ne ho già parlato in un mio vecchio post.
Ma cosa fare in queste meravigliose giornate di sole? Se non amate la confusione e i luoghi troppo affollati, per noi è rimasto un unico posto ancora lontano dai lunghi tentacoli del mainstream: i cimiteri. Luoghi ancora avvolti nel tabù della Nera Signora, i cimiteri sono i posti ideali per passeggiare, leggere, fare foto, disegnare, passare del tempo con la persona amata.
I cimiteri più vecchi sono i più belli da visitare e molti di essi sono parchi con alberi e panchine su cui riposare, nonostante qui in Italia i cimiteri sono luoghi del commiato e difficilmente qualcuno si azzarderebbe a mangiare o a far altro in un luogo del genere, all'estero organizzare un pic nic al cimitero è una cosa piuttosto naturale.
Durante l'epoca Vittoriana, dopo secoli passati ad avere enormi problemi igienici proprio per colpa dei corpi ammassati nelle chiese o in campisanti troppo piccoli per il quantitativo di corpi da seppellire, si decise di fare qualcosa. All'epoca non era tanto strano trovare fosse in cui venivano ammassate più casse da morto per poter recuperare spazio e i becchini non si facevano molti scrupoli a distruggere e a smembrare le vecchie sepolture per far spazio a quelle nuove e facevano a pezzi le bare per rivenderle come legna da ardere, non si buttava via nulla pur di guadagnare. Per non parlare dei cacciatori di corpi che andavano a disseppellire i morti di "giornata" per poterli rivendere a medici per i loro studi. L'odore di morte all'epoca, era piuttosto persistente nelle città, in molte chiese i miasmi creati dai cadaveri in decomposizione erano tali da far svenire la gente, quindi cominciarono a pensare di creare dei luoghi dove non solo i corpi di coloro che li avevano lasciati potevano riposare in pace, ma anche un posto dove poter passeggiare
all'aperto senza rischiare di soffocare dall'odore di decomposizione.
Così nacquero i primi cimiteri che fondevano l'arte, la natura e lo scopo di sistemare i propri cari fondendoli in un parco della rimembranza dove la gente si riuniva a leggere, mangiare e a riflettere sulla caducità della vita, visitare i mausolei e a salutare i propri cari.
Ma come mai questa passione per i cimiteri?
Si narra che molti Goth siano affetti da Taphophilia, una passione "morbosa" per cimiteri, arte mortuaria e tutto ciò che concerne la morte. Forse perché i cimiteri "ispirano alla riflessione" e in questa società fatta di persone che non vogliono pensare, i cimiteri sono il loro memento mori che gli ricorda che prima o poi tutto questo finisce, mentre i Goth sono portati alla riflessione e pensano sovente alla Morte (non certo per depressione o altro), i cimiteri diventano il loro giardino personale.
Ovviamente per aver notizie di pic nic funebri dobbiamo guardare oltralpe. La prima testimonianza di pic nic Goth risale ai primi anni novanta su una fanzine di Chicago. Fra le mie ricerche, ho trovato un negozio on line che vendere ogettistica ispirata alle lapidi, date un'occhiata a Gravestone Artwear e deliziarvi delle loro creazioni funebri.
Qui, i pic nic ovviamente sono da escludere ma, un giro per i cimiteri è una cosa che si può fare senza problemi, se avete l'abitudine di girare per campisanti in abiti vittoriani come faccio io, solitamente attirerete curiosi che per fortuna vi parleranno a voce bassa. E ricordate sempre la buona creanza! Se la gente è cafona con voi, voi rispondete con gentilezza: un giorno finiremo tutti in quel luogo di eterno riposo, ma noi vestiremo  molto più eleganti.




mercoledì 13 aprile 2016

La mia anima nera



"Tutti mi chiedono che cosa significa il nero che indosso.
E' la sofferenza che mi corrode, la mancanza di onestà, il disprezzo nei confronti della creatività, l'ignoranza, le bugie e le false promesse, 
ecco cosa simboleggia il nero.
Avidità e miopia, la religione che distrugge le persone, la morale che le uccide, l'ipocrisia di tutti,
ecco cosa simboleggia il nero.
La sensazione che non cambierà mai niente, la stupidità che si riproduce...
Nero è il mio punto di vista.
La coscienza è nera.
La rassegnazione è nera.
L'isolamento è nero."

(La bibbia gotica, Nancy Kilpatrick)

Il nero, molta gente ne ha paura, altra non lo sopporta per via della sua mancanza di colore. Il nero è un colore importante, non tutti sono degni di portarlo. E' eleganza, mistero, raffinatezza, e non sto parlando di quelle persone che si vestono di nero per sciatteria. Il nero bisogna saperlo portare. Anche il famoso tubino nero che Chanel riteneva indispensabile nell'armadio di una Signora è un capo di vestiario che bisogna saper portare.
E come indossi qualcosa che fa la differenza.
Il nero è l'assenza di luce, è il mistero, la notte. Tutte cose di cui la maggior parte delle persone ha paura, non riesce a sostenere, ne rifugge. Nascondersi nelle tenebre che tutti temono e trovare la pace, far parte di essa, ecco cos'è il nero. Affidarsi ad altri sensi che non sia la vista, sentire con le mani, le orecchie e il gusto tutto quello che ci circonda. Non accontentarsi di ciò che offre la realtà di cui tutti si cibano. 
Vestirsi di nero può avere un significato spirituale, appartenere a quel lato nascosto della vita che ci rende più sensibili, più affini agli spiriti. Il nero esprime ciò che siamo e cosa proviamo. Quando conosci il giorno e la notte e i rendi conto che le tenebre ti sono più affini ma, attenzione!
Le tenebre non sono mai state nostre nemiche! Per quanto la gente comune ne sia terrorizzata, sappiamo cosa possiamo trovare in essa, e non c'è nulla di male in tutto ciò.
Noi ci lasciamo alle spalle gli spauracchi delle persone che vivono nell'illusione della luce e godiamo di ciò che ci offre l'oscurità. La notte, il silenzio, la solitudine, i nostri simili, solo nelle tenebre possiamo godere di raffinati sentimenti che il giorno preclude.
Il nero dei nostri abiti ci dona eleganza, purtroppo in questi tempi in cui regna sovrana nel nostro paese il cattivo gusto e la sciatteria più agghiacciante, cercare di avere un aspetto curato, elegante, e che rispecchi i nostri gusti ed esprima al meglio la nostra personalità, sia obbligatorio.
In mezzo a questo mare di risvoltini, pantaloni della tuta portati fuori dalle palestre, cestini della spesa spacciati per borse e vestiti raffazzonati di squallide catene di abbigliamento, mi rifiuto di adeguarmi a questo lassismo imperante. 
Molte volte mi è stato rinfacciato che sono "troppo curata", "troppo elegante" troppo di tutto... Quello che voi ritenete troppo, per me è la normalità e tutti i giorni mi sforzo di avere un aspetto che rispecchi il mio essere nonostante il mio corpo sia lontano anni luce dalla bellezza. Andate oltre i canoni imposti, la moda e le tendenze sono solo una volgarissima presa per i fondelli. Vestitevi come volete voi, non come vogliono gli altri. 
Quindi nero, sempre, perchè è il colore della mia anima e di quello dei miei fratelli.