mercoledì 27 aprile 2016

Memento mori

Arriva la primavera, anche se qui dalle mie parti è ancora indecisa e si divide le giornate con gli ultimi stralci dell'inverno. Ma le giornate, finalmente, si allungano e inizia a far caldo. Non me ne vogliate ma, un tempo amavo anch'io l'inverno, il freddo e la neve. Diventando vecchia però, il mio fisico non sopporta più le eterne giornate di buio e il freddo che penetra nelle ossa nonostante i chili di vestiti che ho addosso, l'arrivo della primavera è come una benedizione per me. E poi fioriscono innumerevoli fiori neri, come ne ho già parlato in un mio vecchio post.
Ma cosa fare in queste meravigliose giornate di sole? Se non amate la confusione e i luoghi troppo affollati, per noi è rimasto un unico posto ancora lontano dai lunghi tentacoli del mainstream: i cimiteri. Luoghi ancora avvolti nel tabù della Nera Signora, i cimiteri sono i posti ideali per passeggiare, leggere, fare foto, disegnare, passare del tempo con la persona amata.
I cimiteri più vecchi sono i più belli da visitare e molti di essi sono parchi con alberi e panchine su cui riposare, nonostante qui in Italia i cimiteri sono luoghi del commiato e difficilmente qualcuno si azzarderebbe a mangiare o a far altro in un luogo del genere, all'estero organizzare un pic nic al cimitero è una cosa piuttosto naturale.
Durante l'epoca Vittoriana, dopo secoli passati ad avere enormi problemi igienici proprio per colpa dei corpi ammassati nelle chiese o in campisanti troppo piccoli per il quantitativo di corpi da seppellire, si decise di fare qualcosa. All'epoca non era tanto strano trovare fosse in cui venivano ammassate più casse da morto per poter recuperare spazio e i becchini non si facevano molti scrupoli a distruggere e a smembrare le vecchie sepolture per far spazio a quelle nuove e facevano a pezzi le bare per rivenderle come legna da ardere, non si buttava via nulla pur di guadagnare. Per non parlare dei cacciatori di corpi che andavano a disseppellire i morti di "giornata" per poterli rivendere a medici per i loro studi. L'odore di morte all'epoca, era piuttosto persistente nelle città, in molte chiese i miasmi creati dai cadaveri in decomposizione erano tali da far svenire la gente, quindi cominciarono a pensare di creare dei luoghi dove non solo i corpi di coloro che li avevano lasciati potevano riposare in pace, ma anche un posto dove poter passeggiare
all'aperto senza rischiare di soffocare dall'odore di decomposizione.
Così nacquero i primi cimiteri che fondevano l'arte, la natura e lo scopo di sistemare i propri cari fondendoli in un parco della rimembranza dove la gente si riuniva a leggere, mangiare e a riflettere sulla caducità della vita, visitare i mausolei e a salutare i propri cari.
Ma come mai questa passione per i cimiteri?
Si narra che tutti i Goth siano affetti da Taphophilia, una passione "morbosa" per cimiteri, arte mortuaria e tutto ciò che concerne la morte. Forse perché i cimiteri "ispirano alla riflessione" e in questa società fatta di persone che non vogliono pensare, i cimiteri sono il loro memento mori che gli ricorda che prima o poi tutto questo finisce, mentre i Goth sono portati alla riflessione e pensano sovente alla Morte (non certo per depressione o altro), i cimiteri diventano il loro giardino personale.
Ovviamente per aver notizie di pic nic funebri dobbiamo guardare oltralpe. La prima testimonianza di pic nic Goth risale ai primi anni novanta su una fanzine di Chicago. Fra le mie ricerche, ho trovato un negozio on line che vendere ogettistica ispirata alle lapidi, date un'occhiata a Gravestone Artwear e deliziarvi delle loro creazioni funebri.
Qui, i pic nic ovviamente sono da escludere ma, un giro per i cimiteri è una cosa che si può fare senza problemi, se avete l'abitudine di girare per campisanti in abiti vittoriani come faccio io, solitamente attirerete curiosi che per fortuna vi parleranno a voce bassa. E ricordate sempre la buona creanza! Se la gente è cafona con voi, voi rispondete con gentilezza: tanto finiremo tutti in quel luogo un giorno, ma noi saremo vestiti molto più eleganti.




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